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In attesa della disponibilità dei dati definitivi del primo triennio 2008-2010 ( resi disponibili ad Aprile 2016), il team del registro ha analizzato alcuni indicatori di processo ed elaborato degli abstracts che sono stati presentati alle diverse Riunioni nazionali AIRTUM. 

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  • RAPPORTO 2016
  • Primi passi del registro tumori della asl di Caserta.
  • Incentivare il consumo di frutta e verdura nella prevenzione ...
  • Stima preliminare dei casi d’interesse per un Registro tumori ...
 

RAPPORTO 2016 - PERIODO ANALISI 2008 2010 - CASERTA 

(Clicca sul pulsante per visualizzare o scaricare un estratto del report)


Analisi delle schede di dismissione ospedaliere oncologiche extraregionali per un Registro Tumori nella fase di start up  -XVIII Riunione Nazionale AIRTUM, Taranto, 2014.

Obiettivi: 

Le “SDO” costituiscono una delle principali fonti dati per i Registri Tumori: nell’ambito delle attività preliminari di acquisizione ed elaborazione delle banche dati del Registro Tumori di Caserta, è sembrato di interesse condividere i risultati inerenti l’analisi delle SDO oncologiche relative al triennio 2008-10, con particolare riguardo al fenomeno della migrazione extraregionale.

Materiali e metodi:

 La base dati è costituita dalle SDO del triennio 2008-10 che riportano per la prima volta, in diagnosi principale o secondaria, uno dei codici ICD relativi ai tumori maligni, ai carcinomi in situ ed ai tumori benigni dell’encefalo e dell’ipofisi. Sul campione è stata condotta un’analisi descrittiva delle patologie oncologiche più frequentemente diagnosticate. Per ogni sede è stata calcolata la numerosità assoluta e la frequenza relativa di pazienti che si rivolgono in prima istanza a strutture extraregionali.

Risultati:

 Nel triennio in esame sono stati individuati 18.980 primi ricoveri oncologici. Escludendo i tumori della cute non melanomi ed i ricoveri per metastasi, le patologie oncologiche più frequenti sono riferibili a colon-retto (10%), mammella (8%), polmone (8%), vescica (8%), prostata (5%). I primi ricoveri extraregionali ammontano al 16,5%. L’analisi per sede ha evidenziato che sul totale di primi ricoveri per tumore del polmone, l’11% avviene in strutture extraregionali; per la vescica la quota sale al 12%; per la mammella al 13%; per il colon al 15%; per la prostata al 16%. Queste valori crescono nettamente per i tumori benigni dell’encefalo (43%) e per i tumori maligni della tiroide (45%). 

Conclusioni. L’analisi ha evidenziato che una sottopopolazione di pazienti oncologici, residenti in provincia di Caserta, sceglie di avviare il percorso assistenziale direttamente presso poli extraregionali. I risultati confermano, per alcune sedi, la capacità attrattiva di alcune strutture assistenziali extraregionali, in forte competizione con le strutture regionali.


Stima preliminare dei casi d'interesse per un Registro Tumori nella fase di avvio: analisi delle schede di dimissione ospedaliera -XVII Riunione Nazionale AIRTUM, Bolzano, 2013 

Obiettivi:

A settembre 2011, in seguito alla pubblicazione della delibera di “Avvio delle attività di rilevazione del Registro Tumori” della ASL di Caserta, è iniziata la fase di preparazione dei sistemi informativi e di acquisizione delle fonti di dati, propedeutica alla rilevazione e registrazione dei casi incidenti di tumore per il triennio 2008-10. Considerato che l’ASL di Caserta comprende 104 Comuni, per un totale di 904.197 assistiti, è sembrato opportuno effettuare una prima stima del “carico di lavoro”, inteso come elenco nominativo dei records da esaminare per il periodo di interesse. Ciò, non solo per programmare correttamente le attività del registro, ma anche per produrre il “canovaccio” da cui estrapolare i casi realmente incidenti. Si riportano di seguito le stime ottenute per l’anno 2008.

Materiali e metodi: 

La base dati utilizzata per la stima preliminare dei records da registrare è costituita dalle Schede di Dimissione Ospedaliera generate dai pazienti residenti in provincia, per il periodo 2000-2010, ovunque ricoverati sul territorio nazionale. Dal totale delle SDO, sono state selezionate quelle contrassegnate, in qualsiasi campo di diagnosi (dalla principale alla quinta) da codici oncologici, facendo riferimento all’ICD-9 (da 140 a 208, da 230 a 239, il 225, tutti i codici V10, V580 e V581). L’elenco prodotto è stato rielaborato utilizzando un algoritmo informatico creato “ad hoc”, al fine di individuare, per ogni paziente, la data del “primo” ricovero per singola patologia oncologica. In questo modo si è ottenuta una lista contenente tutti i records di “primi ricoveri”, dal 2000 al 2010, da cui è stato selezionato l’intervallo temporale d’interesse (triennio 2008-10).

Risultati: 

In base ai dati estrapolati mediante l’algoritmo, per l’anno 2008, è stata prodotta una lista di 11.094 records oncologici. Sul tale lista, tuttavia, è stata condotta manualmente un’ulteriore revisione, al fine di escludere eventuali casi prevalenti, non identificabili dall’algoritmo. Ulteriore scrematura è stata condotta per eliminare i nominativi ripetuti, che, pur presentando codici di diagnosi oncologica diversi, sono riconducibili ad un unico evento (es.: ricovero di marzo ‘08 per tumore del polmone Cod. ICD9-CM 162.9, ricovero di luglio ‘08 per chemioterapia Cod. ICD9-CM V581). In tal modo, residuano circa 6800 records realmente eleggibili alla registrazione per l’anno 2008: è in quest’ultima fase, quella della registrazione, che avviene la pulizia definitiva per la definizione dei casi eleggibili all’analisi. Dei record d’interesse (lista iniziale), 4.802 (~ 43%) sono pazienti che hanno avuto la prima diagnosi in strutture sanitarie intra-aziendali, 4.747 (~ 43%) in strutture regionali extra-aziendali, mentre, per la restante quota (1.545 pazienti, 14%), il primo ricovero è avvenuto in strutture extraregionali. [grafico1] Nel 2008, le strutture sanitarie extraregionali in cui sono state effettuate la maggior parte delle prime diagnosi oncologiche di pazientiresidenti presso la ASL di Caserta, appartengono essenzialmente a 3 Regioni: Lazio (6% sul totale delle incidenze), Molise (3% sul totale delle incidenze) e Lombardia (2% sul totale delle incidenze). [grafico2] E’ intuitivo che la registrazione dei casi intra-regionali, pur rappresentando la quota maggiore di lavoro, implicherà minori difficoltà per ciò che riguarda il reperimento delle necessarie fonti di dati (referti di anatomia patologica, cartelle cliniche, schede di morte ISTAT, ecc.), rispetto ai casi extraregionali.

Discussione: 

Al 1° ottobre 2012 sono stati individuati 6800 records eleggibili alla registrazione: partendo da questo carico di lavoro sono stati esaminati circa 3700 records e registrati, al 28 febbraio 2013, 2500 casi “incidenti”. Usando come riferimento la casistica del Registro Tumori della Regione Campania, l’analisi preliminare dei nostri dati appare consistente con il totale atteso per il nostro registro (circa 5000 casi/anno).


Incentivare il consumo di frutta e verdura nella prevenzione primaria del cancro del colon-retto: una sfida ancora aperta -XVI Riunione Nazionale AIRTUM, Como, 2012

Obiettivi:

In Italia ogni anno si registrano circa 35-40.000 nuovi casi di cancro del colon-retto, con circa 18.000 decessi, e tassi superiori nell’Italia centro-settentrionale rispetto al meridione. Il tumore colpisce maggiormente gli uomini rispetto alle donne, anche se le differenze si sono assottigliate negli ultimi anni. La prevenzione primaria, intesa come corretto stile di vita, riveste un ruolo di comprovata efficacia nel ridurre il rischio di ammalarsi di tumore del colon-retto. In particolare, numerosi studi epidemiologici evidenziano l’importanza, nella prevenzione di questa neoplasia, di una dieta con adeguato introito di frutta e verdure a foglie verdi (spinaci, broccoli, asparagi e lattuga), ricche di folati. Scopo del presente lavoro, dunque, è stimare il consumo di frutta e verdura nella popolazione di 18-69 anni, residente nel territorio della ASL di Caserta.

Materiali e metodi: 

L’attitudine al consumo di frutta e verdura è stata stimata attraverso i dati dello studio PASSI che, nell’ambito della valutazione degli stili di vita della popolazione, indaga anche sull’adesione alle raccomandazioni internazionali, che prevedono il consumo di almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno (five-a-day). I dati riportati fanno riferimento alla rilevazione dell’anno 2010, effettuata su un campione di 230 intervistati di entrambi i sessi e di età compresa fra 18-69 anni, residenti nel territorio della ASL di Caserta.

Risultati: 

La stragrande maggioranza degli intervistati o non mangia affatto frutta e verdura (3,9%) o ne mangia, al massimo, due porzioni al giorno (72,2%). Solo il 5,7% riferisce di aderire al five-a-day. Non emergono differenze statisticamente significative relativamente al sesso, all’età, al livello di istruzione e alle difficoltà economiche. Da sottolineare che, rispetto alla rilevazione del 2007 (9,5%), la percentuale di persone aderenti al five-a-day si è ridotta notevolmente, a fronte di una crescita del consumo di frutta e verdura registrata a livello regionale (dal 7% del 2007 all’8% del 2010).

Discussione: 

E’ evidente che, malgrado le numerose campagne informative, la consapevolezza della necessità di adottare stili di vita salutari non è ancora adeguatamente radicata nella popolazione della ASL di Caserta. Ciò è tanto più grave se si considera che nel territorio della ASL di Caserta, l’economia rurale ha sempre avuto un ruolo di spicco, garantendo un’ampia diversificazione, anche stagionale, di prodotti agricoli e la possibilità di consumo a impatto kilometrico zero. E’, dunque, impellente la necessità di attuare interventi volti ad informare e sensibilizzare la popolazione relativamente ai benefici derivanti dall’adesione al five-a-day, non solo per la prevenzione del cancro del colon-retto, ma, in generale, di tutte le patologie cronico-degenerative. In questo senso, fermo restando il ruolo preminente delle ASL, va comunque ribadito che, per raggiungere efficacemente la popolazione, è necessario perseguire una “politica di alleanze”, coinvolgendo una pluralità di enti, associazioni ed imprese attraverso protocolli di intesa che perseguano obiettivi concreti.


Primi passi del registro tumori Caserta -XVI Riunione Nazionale AIRTUM, Como, 2012

Obiettivi:

Negli ultimi anni, in Campania sono considerevolmente aumentate le istanze degli Enti locali, della cittadinanza e di varie organizzazioni di volontariato, affinché fossero approfondite le conoscenze epidemiologiche sull’andamento delle patologie neoplastiche nel nostro territorio. La Giunta Regionale, con decreto n.1293 del 2007, ha inteso promuovere il monitoraggio dello stato di salute della popolazione, con particolare riguardo al potenziamento ed, in talune realtà, all’istituzione dei Registri Tumori. Nella ASL di Caserta, nell’ambito di una più ampia operazione di riorganizzazione del Dipartimento di Prevenzione, deliberata nell’aprile 2011, è stata istituita l’U.O.C. “Monitoraggio Ambientale e Registro Tumori”. Il progetto si inserisce, tra l’altro, in un Protocollo Organizzativo di Salvaguardia Ambientale, siglato nel gennaio 2011, che prevede la collaborazione dell'Asl di Caserta con vari Enti ed Associazioni per la tutela dell’ambiente.

Materiali e metodi: 

Con delibera n. 1275 del 20/07/11 è stato approvato il progetto operativo di “Avvio delle attività di rilevazione del Registro Tumori” della ASL di Caserta, in cui venivano individuate tre macrofasi: a) fase di preparazione dei sistemi informativi e di strutturazione dell’unità operativa; b) fase di formazione del ed avvio; c) fase di rilevazione a regime e di produzione di report. Si descrivono di seguito le operazioni inerenti la prima fase, condotte dal settembre 2011 al gennaio 2012.

Risultati: 

Funzione principale di un Registro Tumori è quella di monitorare nel tempo l’andamento della patologia neoplastica su un territorio di riferimento, mediante la raccolta, la codifica, l’elaborazione e l’analisi di tutte le informazioni relative ai casi di tumore diagnosticati alle persone residenti nell’area di riferimento. Il primo passo nella progettazione del Registro Tumori è stata, quindi, la determinazione della numerosità della popolazione in studio, considerando che l’ASL di Caserta insiste su un territorio che ingloba 104 Comuni, per un totale di 904.197 assistiti. Successivamente, è stato individuato l’organico minimo necessario per il Registro Tumori, che ammonta in tutto a sette unità: due dirigenti medici, quattro unità operative addette alla rilevazione, codifica ed archiviazione dei dati, uno statistico ed un amministrativo. Per tutto il personale, a seconda delle diverse mansioni, sono previste specifiche attività di formazione. Inoltre, data l’imprescindibile necessità di gestire dati informatizzati, si è provveduto ad adeguare lo strumento informatico per la registrazione dei casi. Contestualmente si è proceduto ad individuare le fonti di dati, catalogabili in principali (anagrafi comunali, Schede di Dimissione Ospedaliera, referti di anatomia patologica, Re.N.Ca.M.) e secondarie [file F(armaci), prestazioni ambulatoriali specialistiche, esenzioni ticket)]. Allo stato, è stata acquisita la banca dati SDO (relativa ai pazienti residenti nella Provincia, per il periodo 2000-2010, ovunque ricoverati sul territorio nazionale) e parte delle anagrafi comunali informatizzate. Con Delibera n°1496 del 22/09/2011, infine, è stato approvato un contratto di collaborazione con il Registro Tumori della Asl Na3 Sud, già accreditata presso l’AIRTUM e lo IARC, per poter disporre del necessario supporto metodologico e della supervisione, utili a garantire il rispetto delle procedure standard prescritte dalle succitate organizzazioni.

Discussione: 

Nel processo organizzativo volto ad avviare il Registro Tumori, la fase di strutturazione è certamente quella più delicata, in quanto propedeutica al corretto funzionamento di tutte le attività del Registro e, quindi, alla produzione di dati attendibili. Affrontare le diverse criticità, soprattutto di ordine logistico e burocratico, ha richiesto un notevole sforzo, considerato che il progetto è stato avviato in pieno piano di rientro economico e commissariamento delle AA.SS.LL. Ciò ha inevitabilmente rallentato le attività, sicché, ad oggi, non possiamo considerare conclusa la prima fase. Ulteriori nuovi sforzi saranno orientati, in seguito, alla fase di avvio delle attività di raccolta, gestione e produzione di dati, confidando che i risultati, a regime, possano contribuire a monitorare lo stato di salute della popolazione locale, fornendo, altresì, utili indicazioni ai decisori politici e di Sanità Pubblica.